NOVITA' NELLA LOTTA ALLA VARROA Dopo un anno di sperimentazione possiamo affermare che un effetto varroicida può essere ottenuto tramite l' inserimento di olio di semi, per uso alimentare, negli alveari. L' olio è sicuramente noto da millenni nella lotta agli acari parassiti dell' uomo (pidocchi piattole) e di altri animali domestici (zecche). La sua efficacia si basa sul soffocamento, la varroa che ha un elevato rapporto superficie volume a causa della sua forma molto piatta, compie gran parte della sua ossigenazione tramite il suo rivestimento chitinoso, se i pori di questo sono ostruiti dall' olio la varroa muore per asfissia. A tale scopo è necessario ungere la parte superiore dei telaini, e la soffitta; le api camminando su questi imbrattano le proprie zampe e nel tentativo di pulirsi diffondono l' olio su tutto il proprio corpo. Si consiglia di procedere nel seguente modo, tolta la soffitta far cadere le api a questa attaccate nell' arnia e pennellare questa utilizzando 15 centimetri cubici d'olio, allontanate poi con un po' di fumo le api da sopra i telaini e stendere con una spruzzetta un filo d'olio (circa un centimetro cubico) sulla parte superiore della stecca in legno di ogni telaino presidiato dalle api (non serve sfilare i telaini). Attenzione a non spruzzare l'olio direttamente sopra le api. Attenzione a non spruzzare l' olio tra telaino e telaino. Attenzione a non far colare l' olio sulle facciate dei favi. Fortunatamente, a causa della sua densità, nelle spruzzette l' olio tende a fuoriuscire a getto e non a pioggia; questo ne facilita l' uso. Tale metodo di lotta presenta notevoli vantaggi: 1) Non nuoce all' immagine del miele inquanto non induce timori di eventuali residui. 2) Può essere utilizzato anche in epoca di raccolta senza problemi di contaminazione del miele con sostanze potenzialmente nocive all' alimentazione umana. 3) Il suo utilizzo e sufficientemente semplice e non richiede un eccessivo sforzo da parte dell' apicoltore 4) Può essere utilizzato durante tutte le normali visite all' alveare. Come svantaggio possiamo però affermare che agendo solo sulle varroe che parassitano l' ape adulta e non su quelle che parassitano la covata, il metodo ha un efficacia limitata, per ottenere un risultato minimo si devono ripetere almeno quattro trattamenti intervallati ad una settimana di tempo. Va considerato che l' olio e in ogni caso anche un ottimo veicolo per introdurre altri principi attivi nell' alveare di origine naturale, ad esempio timolo e mentolo che in esso si scindono e si emulsionano perfettamente, ottenendo cosi un effetto sinergico e più prolungato nel tempo, con un efficacia considerevole.